n
o
n
n
ella
valigia rossa
u
n
seg
no
‘mme
no
sul
sedile
/ una scusa di pensiero buttava aria
/ si sdraiò di fianco. tra puntato.
per dita
transito
a memoria
capelli
ritocco
dagli angoli di carne
ai pizzi di fotografie
Segretamente
mangiando biscotti autunnali
i pensieri i calendari
Letteralmente dici
s’è scolorito il mio nome
nello zainetto
ché pioggia sangue faceva sulle mani
Opportunamente
ho messo Morte a credito accanto ai Quaderni di Rilke
Céline avrà ghiotta compagnia
Congiuntamente toglierò
le tendeperline dal balcone
il sottovaso con l’aria d’estate
salvia e basilico nel vetrofrigo
Nei panni mi stai quasi a strusciare
Giuditta
l’imperativo d’una sigaretta
passo dritto che tu sapevi
Femmina, carta d’assi,
il giardino con le scale di pietra
e noi, imprudenti, che di notte
le ortensie, il pozzo si toccava
ora fra poco
d’ora avverto presenti
le tue trecce ossigenate
a scambiar con la terra
l’occhietto al Tempo,
le bische, le amiche,
le vincite a matita, scaltrerie
scrivo zì zì ti bacio teneretta
che faccio prestopresto,
da qui, dal sole
prima dei chiodi, il falegname.
( A zia Giuditta. Alla sua sigaretta in mano, la voce roca di bimba dispettosa )
le signorine
a tacchi svelti
chiudono i portoni
le camicette
odor di mandorlo a svenire
laboriosa
l’assenza
ogni ciocca veste
rumina in collo
un letto d’occhi per sognare il grano
lascialo lì il non detto
vicino alle brioches sul comodino
ripetimi solo che ho una casa con maestria di serrande
un baco che tarda nelle metamorfosi
/ ché pigre sono le spalle, il boccale degli anniversari /
T’aspetto sapendoti scoperto al tempo
ma tu, Tu, amami in ugual finimenti
/ io metterò radici a figliar l’autunno
le lucciole conservate /
al ventre de los montes
con ojos de una ciudad de oro
con agua de las alondras
con el rostro nuestro
lo accavallo il tempo
sugli occhi di questo lampadario
anni fermi 70
il muscolo proprio dentro il cuore
si prende ugola assai silenziosa
/ direi a sincopare per semplice scala paziente /
non si muove il cantiere che per gru ammansita
vene imbrattano vene
anici di capillari fin ai piedi
un aver detto:
desidero il tuo corpo almeno fino a domani
le mammelle consolando
che sia stanotte a
sol sti ziare
anche stanotte?
a centimetro di sofà l’afa m’assedia
petalo di sudore che cerchio a pelle
speziale attitudine, odorosa ah!senza
due poesie dieci piccole amnesie
un’incertezza cade a fagiuolo
qualche bottone per chiudere al volo
la camiciola, il colletto d’assolo.